Indicatori economici: il loro impatto sul forex

Gli indicatori economici rivestono una importanza molto rilevante per quanto riguarda l'analisi del Forex e le quotazioni che si formano di giorno in giorno, essendo basati su dati macroeconomici come il Pil, l'indice di disoccupazione, l'inflazione e i tassi di interesse.

Gli indicatori economici sono estremamente importanti, se si vuole avere una buona base di partenza per effettuare le proprie operazioni sul Forex avendo una buona probabilità di riuscire a guadagnare dal proprio investimento. Si tratta in effetti di informazioni assolutamente fondamentali che ogni trader il quale voglia dirsi tale dovrebbe conoscere e che perciò dovrebbe analizzare con estrema attenzione man mano che arrivano i report delle società che li preparano a vantaggio degli investitori istituzionali e di chi non voglia farsi trovare impreparato.

L'importanza della macroeconomia

Al riguardo, occorre tenere nella massima considerazione che gli indicatori si riferiscono ad elementi di macroeconomia, ossia quella parte della scienza economica la quale fonda la sua analisi su problemi come il reddito, il consumo, l'investimento, il risparmio e i dati occupazionali, riferendoli ad un intero continente, a un Paese o a una ben precisa regione geografica.

Gli indicatori sono molto importanti per una corretta analisi del Forex

Con il termine di macroeconomia si indica anche quella teoria secondo la quale la spesa globale di un Paese viene determinata in modo particolare dal flusso degli investimenti. Questa teoria si contrappone senza mezzi termini al monetarismo, il quale privilegia invece la quantità di moneta circolante. La macroeconomia non va poi confusa con la microeconomia, che può rappresentare a sua volta lo studio dell'andamento dei prezzi nei singoli mercati, oppure l'analisi del comportamento economico dei singoli individui, delle famiglie e delle aziende.

Una volta stabilito questo punto fermo, possiamo affermare che:

  • si stabilisce una relazione positiva quando ad un aumento dell'indicatore macroeconomico tiene dietro un rialzo nella quotazione di mercato;
  • si stabilisce una relazione negativa quando ad un aumento dell'indicatore macroeconomico fa seguito un ribasso nella quotazione di mercato;
  • una relazione forte sta ad indicare che la variazione di mercato si presenta come estremamente probabile in corrispondenza di una variazione dell'indicatore;
  • Una relazione debole indica invece che ad una variazione dell'indicatore non è sicuro che faccia seguito quella del mercato.

Perché occorre seguire l'evoluzione degli indicatori

Si tratta con tutta evidenza di un tema non solo interessante, ma anche cruciale per cercare di non subire in maniera passiva l'evoluzione del Forex, che è spesso determinata da una serie di eventi che possono essere letti in tutta la loro chiarezza. Pensiamo ad esempio agli effetti che potrebbe avere una futura fuoriuscita della Grecia dall'euro, indicata da più parti come un evento catastrofico per la divisa unica continentale. Il trader avveduto in questo caso dovrebbe non solo seguire le rassegne stampa sul problema della trattativa tra Unione Europea e nuovo governo guidato da Alexis Tsipras, ma ove possibile prevedere il possibile sbocco delle stesse, ovvero capire se è probabile quella che viene indicata come Grexit, ovvero la exit strategy del paese ellenico, vada a compimento, o se invece sia probabile che il nuovo esecutivo uscito dalle recenti elezioni stia puntando tutte le sue carte su una possibile inversione di rotta nelle strategie di austerity che hanno colpito in maniera mortale gli strati popolari. 

Gli indicatori si basano sui dati macroeconomici

Alla stessa stregua, il trader professionale sa che è assolutamente necessario seguire report sui dati macroeconomici come ad esempio i dati occupazionali degli Stati Uniti, che possono incidere in maniera molto sensibile sulla tenuta del dollaro, o di taglio più squisitamente di politica monetaria. Un cartina di tornasole in tal senso potrebbe rivelarsi ad esempio il QE (Quantitative Easing) di Mario Draghi, che punta chiaramente ad alcuni obiettivi di fondo, anch'essi in grado di avere una forte ricaduta sul Forex. I dati macroeconomici, che sono alla base degli indicatori, vanno in definitiva seguiti con estrema attenzione, sapendo distinguere quelli che possono pesare sui mercati (relazione forte) e quelli che invece sono destinati a non incidere in maniera rilevante (relazione debole), magari perché provenienti da settori periferici o perché destinati a vedere smussata la loro incidenza da effetti concomitanti.

Relazioni tra indicatore e mercato Forex

Solitamente, per il mercato valutario, ovvero il Forex, gli addetti ai lavori danno una precisa rilevanza agli indicatori economici. In particolare, stabiliscono le relazioni tra gli indicatori e i mercati valutari in tal senso:

  • Prodotto Interno Lordo: Positiva – Debole
  • Tasso di disoccupazione: Negativa – Debole
  • Tasso di inflazione: Negativa – Forte
  • Tassi d'interesse: Positiva – Forte

In conseguenza di quanto abbiamo già detto, possiamo quindi affermare che mentre i dati riguardanti il PIL e la disoccupazione hanno solitamente una rilevanza abbastanza incerta, i dati concernenti l'inflazione e i tassi d'interesse ne hanno una più o meno forte, ovvero è molto probabile che ad una variazione di tali indicatori faccia seguito una variazione del mercato, ovvero un trend. Allo stesso tempo, possiamo affermare che la relazione del PIL e della disoccupazione con il Forex è debole, mentre quella dell'inflazione e del tasso d'interesse è forte.

L'importanza dell'inflazione e dei tassi di interesse

Altre considerazioni solitamente accettate dagli analisti e che di conseguenza forniscono la base per le valutazioni dei traders, sono la probabilità comunque incerta che ad un aumento del Prodotto Interno Lordo tenga dietro un aumento del valore della valuta di riferimento e che in caso di aumento del tasso di disoccupazione si possa verificare un calo più o meno sensibile del valore della valuta di riferimento. Anche in questo caso, molto dipende dalla valuta in ballo, come si può verificare abbastanza facilmente con il dollaro, le cui oscillazioni dipendono in larga parte dai dati occupazionali e da quelli relativi al PIL, come è avvenuto in occasione del report di fine anno che segnalava un vistoso aumento del prodotto interno lordo statunitense, che ha spinto in alto il dollaro.
Molto più stretta è invece la correlazione tra indicatori e inflazione, come si può agevolmente constatare dalla reazione delle monete di riferimento in corrispondenza dell'arrivo di dati che stanno a dimostrare una ripresa della spirale inflazionistica. Una tendenza che deriva dal forte timore dell'inflazione che viene comunemente indicato come uno dei pilastri sui quali i paesi europei hanno concordato la cessione della propria sovranità monetaria e che si traduce in una caduta dell'euro ogni volta che i bollettini statistici sembrano profilare una salita di questo valore.
Se il caso del PIL stabilisce una relazione di tipo negativa, il contrario avviene per i tassi di interesse. Quando essi salgono, su decisione delle autorità monetarie, il valore della moneta di riferimento solitamente inizia a salire. In pratica se all'improvviso le autorità della Banca Centrale Europea decidessero di far risalire i tassi di interesse, il valore dell'euro sarebbe probabilmente destinato ad una rapida risalita.
Quanto detto, fa anche capire come essere in possesso di un quadro ben preciso e fondato, può aiutare non poco il trader ad orientarsi al meglio sul mercato del Forex, ove predominano comunque le relazioni deboli, contrariamente a quanto accade nei mercati azionario e obbligazionario. 

Articolo letto 921 volte

Dott. Dario Marchetti
  • Quanto influisce il pil sul mercato valutario?

    Il Prodotto Interno Lordo (PIL) indica in pratica la ricchezza collezionata da una nazione nel corso di un determinato periodo. Dal suo incremento o dalla sua discesa può dipendere il destino della valuta [...]

  • Perché fare forex con timeframe multipli

    Fare trading utilizzando i timeframe multipli può essere un vantaggio non indifferente. Proprio usando questi indicatori, si può sviluppare una visione d'insieme in grado di rendere più distinto il quadro [...]

  • Cosa sono le medie mobili esponenziali

    Le medie mobili esponenziali, dette anche EMA (acronimo di Exponential Moving Average), possono rivelarsi uno strumento estremamente prezioso per cercare di intercettare la formazione di una tendenza ed [...]